Barbie: la mostra

Domenica sono stata al MUDEC in visita alla mostra di Barbie, che vede davanti a sè le ultime settimane di apertura ed è stata visitatissima.

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Impossibile non notare la presenza massiccia di donne tra i 30-40 con figlie al seguito, che raccontavano alle figlie con occhi brillanti che quella Barbie ce l’avevano. Anch’io sono sprofondata in questo vortice, e ne ho individuate due, che sono state fedeli compagne di giochi. Dal punto di vista della varietà ho trovato la mostra bellissima e ben organizzata, con aree tematiche diverse con l’evoluzione storica del design, i look couture, le professioni, le nazionalità ed i personaggi “interpretati”.

little black dress secondo Barbie

 

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Chissà chi l’ha disegnata?!

 

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Barbie \ Cher
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Wonder Woman Barbie

Un po’ deludente invece la parte dedicata agli accessori, come le case, gli arredi, le auto o gli animali. Io da bambina avevo una casa a tre piani in compensato, costruita da mio padre, che ospitava tutte le mie avventure, assieme al camper e allo chalet di montagna.  

Una delle case di Barbie


L’auto di Barbie, ieri e oggi

  

Una delle tante versioni del camper di Barbie

La cosa più emozionante è stato vedere delle Barbie che possedevo, che ho desiderato o con cui ho giocato a casa delle mie amiche di infanzia.

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A questa Barbie si potevano tagliare i capelli e riapplicare una nuova ciocca

 

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Barbie Malibu: ho sempre avuto un debole per i capelli lunghissimi

Ma Barbie oggi non è più la stessa degli anni ’90: è diventata molto più fashion, una vera icona. Basta seguire il suo profilo Instagram @barbiestyle per vederla a Milano per le sfilate, vestita in look griffati all’ultima moda, o accompagnata da un Ken/Zoolander per la promozione del sequel del cult film appena uscito, Zoolander2.

Sull’onda dei cambiamenti della società anche Barbie è cambiata: di qualche settimana fa il lancio (dibattutissimo) di nuovi modelli di Barbie, con una versione alta e smilza, una curvy ed una bassina.


La Mattel con l’hashtag #TheDollEvolves, racconta che la scelta è fatta per permettere a sempre più bambine di riconoscersi nella bambola e nel mondo reale; io dico per diversificare maggiormente l’offerta e aumentare la spesa in abiti (che saranno di misure diverse) e accessori. Lo dico con cinismo perché io non mi sono mai riconosciuta in questa bambola e nemmeno ci ho mai visto un modello femminile da imitare. Era solo un gioco che amavo particolarmente, con una bambola bionda che però nelle mie trame immaginate era tante altre.
Sicuramente non è sbagliato oggi permettere a una bambina di scegliere tra un’offerta ampia e sviluppare, a partire dal gioco, interazioni tra personaggi diversi, che favoriscano l’approccio alla diversità nel mondo reale. Siamo diversi esteriormente e, probabilmente,  anche nel modo di giocare. Alla mostra, così come sui social di Mattel, più volte viene messo l’accento sul fatto che Barbie e le sue tante versioni sono nate per permettere alle bambine di immaginarsi in qualunque veste, professionale e non solo; un concetto estremamente femminista per un’icona che dalle stesse femministe è stata ampiamente criticata.

 

Le professioni di Barbie

 

Questa mostra mi ha fatto venire voglia di andare in cantina alla ricerca delle mie Barbie e di tutti i loro accessori. Chissà magari in futuro mia figlia ci giocherà. Nel caso non li trovassi potrei sempre ricomprarli si ebay, che offre un’ampia scelta di giochi “vintage”.

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